venerdì 1 luglio 2016

LA RISPOSTA DEI " POTERI FORTI "





OSSERVAZIONI ALLA SENTENZA DEL TRIBUNALE SUPERIORE DELLE ACQUE

 

Ho preso atto  della sentenza del Tribunale Superiore delle Acque n.193/2016.

Al riguardo dopo averla riletta non ho potuto che concludere che i poteri forti sono determinanti.

Le sentenze si accettano e si rispettano, ma nella fattispecie non può esserci rispetto, anzi  va certamente criticata , vista la maniera e la sostanza delle argomentazioni addotte dal Collegio Giudicante per motivare una sentenza  che ritengo sia stata definita e poi giustificata.

In ordine al punto 11 della sentenza, ed a seguire il punto 12,  si dichiara, con una pregevole esibizione di trapezista, che la VIA

“… implica una complessa approfondita analisi comparativa tesa a valutare il sacrificio ambientale imposto rispetto all’utilità socio-economica ….”. In effetti è un giro di parole per dire che siccome le vasche di Senago interessano Milano, anche se ormai è acclarato che non risolvono il problema esondazione, non interessa a nessuno la salute del cittadini di Senago, Bollate e a seguire Novate e Baranzate, perché anche per questi il rischio inquinamento  è più di un rischio. Viene poi anche scritto che la VIA “… è espressione di una ampia discrezionalità amministrativa, che si esprime attraverso un complesso giudizio amministrativo di bilanciamento della molteplicità di interessi…..”

Evviva! Siamo arrivati: la salute dei cittadini di Senago e dei sopracitati comuni, che non dovrebbe avere prezzo, la barattiamo con interessi di altri1. BRAVI!

Conclusione: “la VIA non è affetta da vizi tali da rilevarne la palese illogicità o irragionevolezza”.

Quindi con le sole considerazioni del Collegio Giudicante si esprime una sentenza. E’ ridicolo ed un giurista dovrebbe esprimersi con elementi concreti lasciando a casa le proprie considerazioni.

Al punto 13 salta fuori la discrezionalità del procedimento in esame nella scelta delle alternative. E il territorio?  Ma il dolce è dato dal 2° capoverso del punto di che trattasi, allorchè viene coinvolto il Comune  che “in conferenza dei Servizi, ha espresso una proposta alternativa che, in ogni caso, prevede la realizzazione di una vasca di laminazione, seppure di dimensioni ridotte di un quarto rispetto al volume della VIA”. L’Amministrazione comunale con uno spirito di sussidiarietà penso che abbia voluto dimostrare la volontà di contribuire alla soluzione del problema di Milano, peccato che è stata interpretata

come una accettazione  delle vasche. A questi personaggi (AIPO e C.) non bisogna lasciare spazio alcuno, come ho sempre sostenuto.

All’ultimo capoverso del medesimo punto 13  viene  scritto “….. le analisi condotte dimostrano la non pericolosità dei sedimenti …..”. Credo che ci voglia una bella faccia tosta. Se le acque del Seveso  non producessero sedimenti pericolosi perché non si inviano le stesse al Ticino risparmiando oltre 125 mln di Euro ? Perché si parla di “specifiche prescrizioni “ o una “specifica caratterizzazione qualitativa a seguito degli eventi di piena”? Il discorso al riguardo è il nulla nel nulla.

Al punto 14 - Viene inopinatamente affermato  che “ nella relazione istruttoria gli aspetti paesaggistici e naturalistici siano stati adeguatamente valutati”e poi si definisce il sito privo di alcun interesse flora-faunistico. Ma allora perché è nel parco delle Groane? 

Al punto 16 – Con una superficialità mastodontica si relega l’argomento acque  ad un qualcosa di insignificante. E’ evidente che il Collegio non ha voluto capire il problema ed ha preferito glissare, o meglio ha preferito non affrontare il problema per continuare a giustificare il non accoglimento delle istanze del Comune. E’ semplicemente vergognoso.

Il punto 17 –  Attiene alle linee guida per la componente salute pubblica degli Sia e quelle per l’autorizzazione delle emissioni gassose delle attività ad impatto odorigeno (DGR n. 1266/14 e DGR 3018/12 ) , il Collegio Giudicante rinvia la valutazione alla commissione tecnica regionale, che con le prescrizioni avrebbe risolto il problema. Premesso che alle prescrizioni non è stato ottemperato, non è certo che la valutazione della commissione  sia la realtà della situazione a vasche realizzate. Tanto a loro importa poco se i Senaghesi avranno problemi di salute o condizioni di vita degradate.

Punto19 – Tratta il piano di utilizzo del materiale scavato. Nella dichiarazione di infondatezza il Collegio  fa un triplo salto mortale: “il decreto si applica solo alle terre e rocce da scavo che provengono da attività o opere soggette a VIA..”  ed aggiunge che l’opera in esame non è soggetta a VIA. Ma se non era necessaria, cosa che non è, perché è stata fatta? E’ veramente ridicolo. Come è ridicolo, ma c’è da piangere, la distinzione dello scavo per una cava da quello per le vasche che sono 17 ettari di scavo ( 1.400.000 mc di materiale)!

A questo punto  ritengo che come Gruppo di Lavoro, se condiviso,  vengano poste in essere tutte le azioni possibili per contrastare la realizzazione in contesto, sperando che vi sia  qualche Istituzione in grado di valutare e deliberare serenamente al di sopra delle parti , nel rispetto dei cittadini e della loro salute, non ultimo l’avvio dell’azione presso la Corte Europea.

Penso anche che dovremo attrezzarci per mitigare gli effetti derivanti dalla costruzione delle vasche, e ove possibile per ritardarne la realizzazione, anche in maniera che si possa verificare se il piano verrà realizzato  integralmente. Confido intanto anche nell’azione attivata con l’ANAC. Non si sa mai:

 COMITATO NO VASCHE E TUTELA DEL TERRITORIO

sabato 18 giugno 2016

CENTRO SPORTIVO DI SENAGO E .....I SUOI DEBITI




CENTRO SPORTIVO DI SENAGO E ….I SUOI DEBITI

 
Un altro problema si affaccia per l’Amministrazione Comunale di Senago : i debiti del Centro Sportivo .
Occorre premettere che a seguito di formale ingiunzione  da parte del Sindaco nei confronti della Senago Calcio, volta a riscuotere  i crediti vantati, e per i quali era stato concordato un piano di rientro, mai concluso,  tra l’Amministrazione Comunale ed il Presidente onorario  Alfredo Fois, la società sportiva ha formalizzata opposizione , notificata il 5.11.2015 (le notizie al riguardo però si sono avute dopo 6 mesi dalla notifica).

In data 19 aprile 2016  il giudice ha rigettato l’istanza di sospensione dell’atto di ingiunzione proposta dall’ASD, e fissato per il 28.9.2016 i termini per le memorie delle parti.

Pertanto il contenzioso verrà affrontato in sede giudiziale.

Corre però l’obbligo  di fare alcune puntualizzazioni, fermo restando nella magistratura il potere giudiziale.

1 -  La Società Sportiva “Senago Calcio” dichiara che a fronte dei debiti ha eseguito  opere di manutenzione straordinaria, ma non esibisce alcuna fattura. Al riguardo è da evidenziare il contenuto dell’articolo 1 della Convenzione tra le parti,, che stabilisce:

a – “Dopo l’assunzione della concessione, non potranno essere invocati dal concessionario motivi atti a formare rivendicazioni (soprattutto  di ordine economico) derivanti dallo stato di manutenzione ordinaria e straordinaria e di funzionamento di strutture, impianti,arredi e attrezzature, motivi che non fossero esplicitamente segnalati per iscritto nel verbale di consegna” ;

b – “Il concessionario a propria cura e spese, potrà apportare miglioramenti ed adattamenti…….solo previa autorizzazione scritta del Comune”.

Va da se che ogni intervento doveva avere la preventiva autorizzazione scritta da parte del Comune.

Cosa inesistente.

Per quanto riguarda il bar, per il quale ASD ha dichiarato di avere eseguito lavori, all’art.2 punto 9 della convenzione è indicata la riqualificazione dello stesso a cura e spese del concessionario.

La ciliegina è però rappresentata  da una polizza fidejussoria nulla perché immediatamente dopo  il suo rilascio, l’assicurazione rilasciante è sparita, ma l’aspetto più grave è che il Comune non ha richiesto una nuova polizza, pena la rescissione della convenzione.

Inoltre è bene evidenziare che nel mentre per l’affidamento della piscina e altri servizi si è proceduto  con formale gara, per quanto riguarda il campo di calcio ed altri servizi è intervenuta  per l’affidamento una Delibera di Giunta . Qualcosa non torna!!

Si attendono adesso le determinazioni giudiziali, tenendo presente che le convezioni scadono nel 2018, e qualora si dovesse andare ad un nuovo piano di rientro, da completare entro la suddetta data di validità della convenzione di che trattasi, lo stesso dovrà essere garantito da fidejussione bancaria, o se assicurativa con possibilità di escussione a semplice richiesta(Contratto .autonomo di garanzia).

Rinnovamento Democratico per Senago

lunedì 13 giugno 2016

DEBITI DEL CENTRO SPORTIVO DI SENAGO






I DEBITI DEL CENTRO SPORTIVO.

Dopo aver letto gli articoli  In merito alla querelle apertasi tra il Consigliere Sofo e l’Assessore Maria Grazia Deponti, poiché quest’ultima fa riferimento alla Giunta Rossetti di cui io ho fatto parte come Assessore, mi sento in dovere di inviarvi questa nota per chiarire meglio alcuni aspetti. Personalmente sono stufo che su qualsiasi argomento si tiri in ballo impropriamente la Giunta Rossetti come se fosse responsabile di  tutte le porcherie politiche e amministrative degli ultimi 25 anni. In 22 mesi di amministrazione avremmo dovuto affrontare centinaia di problemi ereditati dalle amministrazioni precedenti di cui la Deponti e sodali hanno fatto parte. Quando non sanno argomentare le loro risposte con documenti e fatti reali sono in grado soltanto di sollevare polveroni inutili e pretestuosi.

Deponti: “ in premessa è giusto fare il quadro dei fatti – ha spiegato il vicesindaco – cercando di capire come come si è arrivati a questa situazione”. Tra il 2008 ed il 2013 la Senago calcio accumula un debito di circa 116.000 euro con il Comune.  Gli impianti vengono consegnati alla società calcistica nel luglio del 2008 sotto la Giunta Chiesa e le attività prendono il via. La firma della concessione arriva nel luglio del 2010 sotto la Giunta Rossetti…

Deponti: “…La giunta Rossetti e gi allora assessori sollevavano grandi polveroni, senza mia concludere nulla a favore dell’Amministrazione comunale e della cittadinanza, proprio sulle questioni relative alle pendenze della gestione del centro sportivo. Se poi avessero avuto dubbi sull’affidamento alla Senago Calcio di una parte del Centro Sportivo avrebbero potuto evitare di procedere alla firma della concessione alla stessa. Come mai non l’hanno fatto?”…

La riposta è nei documenti e l’Assessore Deponti la conosce molto bene ma è meglio chiarirla per la cittadinanza. Nel 2008 la Giunta Chiesa, di cui faceva parte anche la Deponti, prendendo a pretesto la legge Regionale n°27 del 14.12.2006 che auspicava  (quindi non in maniera perentoria!) il coinvolgimento dell’Associazionismo sportivo nell’affidamento degli impianti sportivi locali, decide di dividere in due parti la gestione del centro sportivo e approvano tre delibere di giunta. (a mio avviso, questo è il “peccato originale” , che ha portato a tutte le conseguenze attuali. Sarebbe stato opportuno mettere a Bando l’intero centro sportivo ed affidarlo ad una società esterna capace di gestire strutture del genere invece si è provveduto nel modo sbagliato, soltanto con lo scopo di beneficiare di un consenso elettorale)

 La prima è la n° 61 del 08/05/2008 avente ad Oggetto: AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DI ALCUNI IMPIANTI DEL CENTRO SPORTIVO RICREATIVO DI SENAGO E DEI RELATIVI SERVIZI,   riguardante: piscina coperta, piscina coperta per bambini, palazzetto dello sport, campo calcetto scoperto, campi coperti polivalenti (tennis e calcetto) e abitazione del custode. A questa delibera di Giunta fanno seguito tre determine dirigenziali la prima è la n° 429 del 27/05/2008 per l’indizione della gara ad evidenza pubblica; la seconda è la n°505 del 26/06/2008 per la nomina della commissione per l’affidamento e la terza  è la numero 528 del 03/07/2008 avente ad oggetto Aggiudicazione della gara. Il 21/04/09 (a poche settimane dalla fine del mandato della Giunta Chiesa), il Dirigente incaricato sottoscrive la convenzione  con la società vincitrice della gara.

La seconda delibera di Giunta è la n° 69 del 20/05/2008 avente ad oggetto: AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DI ALCUNI IMPIANTI DEL CENTRO SPORTIVO RICREATIVO DI SENAGO E DEI RELATIVI SERVIZI. SECONDO ATTO DI INDIRIZZO per l’assegnazione di :

1 campo di calcio scoperto a 11 principale, con pista d’atletica

1 campo di calcio scoperto a 11 secondario

1 campo di calcetto scoperto

1 struttura adibita a bar/reception

Aree attrezzate per il gioco libero ed aeree verdi presenti all’interno del centro sportivo

Con questa delibera l’amministrazione prevede di assegnare tutto di cui sopra, tramite selezione preferenziale a società e associazioni sportive dilettantistiche.

La terza delibera di Giunta è la n° 117 del 06/08/2008 avente ad oggetto: AFFIDAMENTO IMPIANTI RESIDUALI DEL CENTRO SPORTIVO COMUNALE ALLA SOCIETA’ SENAGO CALCIO con cui si affida direttamente tutti impianti e le aeree indicate nella delibera precedente alla società “Senago Calcio”

La convenzione tra la società sportiva e l’amministrazione viene firmata il 20/07/2010 (quindi sotto l’amministrazione Rossetti)

Orbene, guardando attentamente la cronologia degli atti deliberati dalla Giunta Chiesa si capisce bene che  il percorso   dell’assegnazione degli impianti era praticamente già tracciato, senza possibilità alcuna di rimettere in discussione tutto. La prima parte del Centro perché, oltre alla delibera di giunta, si era provveduto ad indire la gara ed ad assegnare gli immobili tramite convenzione. La seconda parte del Centro invece, con una delibera di Giunta che di fatto impediva altra soluzioni se non a fronte di una causa che avrebbe visto sicuramente  soccombente l’Amministrazione nei confronti della Senago calcio che era già entrata in possesso e gestiva di quanto in delibera, ben un anno prima. Oltre all’aspetto del danno  economico, non indifferente,avremmo dovuto affrontare poi, anche l’urto di una campagna  politica denigratoria da parte dell’opposizione sempre abile a strumentalizzare e a distorcere la realtà. ( vedere la storia delle vasche di laminazione di cui loro, le candide verginelle Fois, Chiesa, Deponti e Campagner sapevano da anni  ma venivano in consiglio comunale ad accusare noi di nascondere le informazioni)

Dall’attenta lettura delle date degli atti si capisce molto bene che le gravi inadempienze le ha commesse, a mio parere, la Giunta Chiesa (di cui facevano parte Fois e Deponti come assessori e Campagner come Consigliere di maggioranza), perché già nel 2007, dopo che si era provveduto a riparare le perdite dal sistema antincendio, non hanno provveduto alla divisione delle utenze? In fondo hanno avuto a disposizione  quasi due anni di tempo per poterlo fare e poi, perché mentre con una parte del Centro sportivo sono riusciti a completare un iter ben più complesso e a firmare la convenzione con la società vincitrice della gara mentre con la Senago Calcio no?

Paradossale è il fatto che l’Assessore Deponti vuol fare passare come colpa la dovuta regolarizzazione di un rapporto tra l’Amministrazione e una Società sportiva, probabilmente lei e la sua maggioranza (passata ed attuale) preferivano mantenere un rapporto non regolamentato, dove non si capiva chi doveva fare cosa e chi doveva pagare le utenze, le manutenzioni o altro; come da copione di  situazioni precedenti riguardanti altre Società di calcio.

 

Deponti: “…la Giunta Fois ha affrontato i problemi dapprima con la predisposizione di un piano di rientro, poi con l’annosa questione della divisione dei contatori e nel 2015 con l’ingiunzione di pagamento alla società debitrice”…

 

Intanto a me risulta che i piani di rientro sono due e su questo argomento desidero fare alcune riflessioni tirando anche in ballo la storiaccia della Fidejussione, su sui Sofo non ha chiesto nulla e l’Assessore se ne è ben guardata di parlarne.

Nella convenzione firmata dalla giunta Rossetti era prevista una fidejussione di 50.000 euro a garanzia di eventuali debiti della società sportiva nei confronti del Comune, fidejussione regolarmente stipulata e pagata  ma che, stranamente, non è stata riscossa da questa Amministrazione all’atto della stipula dei piani di rientro, come avrebbe dovuto fare a mio modesto parere. Solo  recentemente e a seguito di specifiche domande, fatte in commissione d’indagine sul Centro sportivo dal consigliere Batticciotto, si è scoperto che la fidejussione non è valida in quanto la società incaricata della sottoscrizione non esiste più. Come mai nessuno si è accorto di questo fatto?  Perché si è aspettato anni per comunicarlo ai consiglieri comunali?  Successivamente,la clausula fidejussoria a garanzia di eventuali debiti è stata sottoscritta  nuovamente con società bancaria o assicurativa di primaria importanza? Mi pare davvero molto strano che funzionari esperti e capaci si siano persi su un aspetto così importante della convenzione.

Per quanto riguarda l’impegno di questa amministrazione nel risolvere il contenzioso, è tutto da verificare con le cronistoria degli atti. Si sono mossi soltanto quando sono stati costretti a farlo poiché alcuni consiglieri comunali hanno cominciato a richiedere documenti ed informazioni, non prima.  A supporto da  quanto da me affermato due semplici riferimenti temporali:  la commissione d’indagine sul Centro sportivo comincia i lavori nell’aprile 2015 la delibera di giunta n° 116 con la quale l’amministrazione autorizza l’azione legale di recupero del credito, porta la data del 04 Agosto 2015 e fa riferimento al primo piano di rientro  di 100.000 euro circa che copriva il periodo fino al 2012 e il secondo  di euro 33.440 dal 2012 al 2013, da cui si detraevano le somme già versate per un ammontare di 22.000 euro circa. Da sottolineare il fatto che il primo piano di rientro fu sottoscritto a nome e per conto della Senago calcio, dal Presidente Onorario Alfredo Fois, fratello del sindaco… non ho altro da aggiungere.

 

Deponti: “…nel mese di Aprile, grazie ad un’altra azione legale, abbiamo risolto l’annoso contenzioso con Europroges, ex gestore del Centro Sportivo, l’amministrazione è riuscita a recuperare 63.000 euro…” 

 

Della serie: accontentiamoci del brodo che la carne costa cara

L’Assessore si è dimenticato di dire che la somma della società debitrice era molto più alta, se non ricordo male, poco oltre i 100.000, quindi, evidentemente, si è raggiunto l’accordo attraverso una transazione legale. Come mai la Europroges ha visto riconosciuto tale sconto? Sicuramente ha potuto rivalersi per inadempienze dell’Amministrazione e ancora una volta saranno i cittadini a pagare la differenza.

 

Deponti: “…il consigliere Sofo, si stupisce che il Sindaco Fois venga citato in Tribunale, dovrebbe sapere che, essendo il sindaco il rappresentante legale del Comune pro-tempore è l’unico a poterlo rappresentare in giudizio, salvo poi delegare, ovviamente, tutte le azioni legali e le presenze alle varie udienze all’avvocato incaricato”…

 

Non spetta a me prendere le difese di Sofo che è persona capacissima ed in grado di farlo da solo ma faccio fatica a trovare delle dichiarazioni  del genere a lui riferibili nell’intervista rilasciata e pubblicata nella stessa pagina di questo settimanale. (N.d.r “IL NOTIZIARIO”)  Sofo ha denunciato altro, due fatti gravi, il primo che questa Amministrazione ha tenuto nascosto ai Consiglieri della Commissione d’indagine il fatto importante che la Società sportiva il 06 novembre del 2015  ha protocollato un’opposizione legale avverso all’ingiunzione di pagamento del debito. Secondo che il 9 febbraio il comune è stato citato a presentarsi in tribunale  ed anche di questo fatto si sono tenuti  ben lontano dal  mettere al corrente i Consiglieri. Cose ben diverse da quanto esposto dall’Assessore Deponti. Evidentemente è questo il significato che lei e l’amministrazione attuale  danno alle parole TRASPARENZA degli atti e Partecipazione, sorvolo poi il commentare se conoscono o meno il significato di “ Conflitto d’interesse”.  Mi auguro che i Consiglieri  di minoranza chiedano al più presto copia di opposizione presentata dalla Senago Calcio, sono certo che ne leggeremo delle belle e divertenti.

Concludo dichiarando  che le affermazioni fatte dall’Assessore Deponti, più che difendere Fois lo abbiano messo in cattiva luce ed in seria difficoltà…. si è aperta la corsa alla candidatura a Sindaco..

 

Angelo Rega

sabato 30 aprile 2016

Vasche di laminazione a Senago...qualcosa si muove...



Dopo l’invio all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) presieduta da Raffaele Cantone, dell’esposto formulato dai Comitati contrari alle Vasche a Senago e dall’Associazione Rinnovamento Democratico, la cui notizia è stata data nel corso del Forum dei Cittadini del 7 aprile scorso, è pervenuto il riscontro da parte dell’Autorità medesima.

La citata Autorità ha avviato una indagine conoscitiva al riguardo, invitando AIPO a fornire adeguata documentazione esplicativa sui vari punti posti in evidenza e contemporaneamente ha inviato la medesima lettera raccomandata a Giovanni Cortese, referente del Comitato “No Vasche e Tutela del Territorio”.

L’impegno profuso dai Comitati e dall’Associazione Rinnovamento Democratico per contrastare la realizzazione delle vasche a Senago è sempre stato intenso, senza tralasciare alcuna possibilità che potesse essere utile ad evitare lo scempio del territorio e danneggiare i cittadini. L’esposto presentato alla suddetta Autorità e la conseguente apertura di una indagine ne è la dimostrazione.

Riteniamo che possa essere ancora possibile riaprire la discussione sulle vasche di Senago.
A tale fine invieremo ulteriori documenti e resteremo a disposizione per ogni eventuale necessità.

mercoledì 13 aprile 2016

Referendum del 17 Aprile 2016


Rinnovamento Democratico fa proprie le parole di Paolo Grossi, presidente della Corte Costituzionale.
“Si deve votare: ogni cittadino è libero di farlo nel modo in cui ritiene giusto. Ma credo si debba partecipare al voto, significa essere pienamente cittadini. Fa parte della carta d'identità del buon cittadino"
 
 

venerdì 8 aprile 2016

Automezzi in manovra...




Si scaldano i motori, le insegne dell’AIPO sventolano sugli escavatori pronti ad entrare in azione. Trionfalistici comunicati dei fautori delle Vasche di laminazione a Senago si sprecano, politici importanti della Regione e del Comune di Milano si stanno imbellettando in previsione del taglio del nastro di inizio lavori. 
Il magico trio pro vasche, Viviana Beccalossi (assessore regionale al Territorio, Urbanistica e difesa del Suolo) e gli assessori al comune di Milano Marco Granelli (Sicurezza) e Pierfrancesco Maran (Mobilità), seppur divisi da opposta appartenenza politica, si ritrovano uniti a festeggiare l’evento portando a termine lo scempio dell’area sud di Senago pur di portare a casa (nostra) le vasche di laminazione, con il loro carico di acque inquinate e maleodoranti residui di scorie e rifiuti. 
Neanche il ritrovamento di alcuni reperti archeologici, quasi sicuramente, fermerà l’inizio dei lavori previsti per il prossimo mese di maggio.
Nei giorni scorsi mi sono soffermato sulla lettura di alcuni comunicati stampa, pagine del Sito regionale ed articoli di giornali, ed avendo rilevate alcune affermazioni con cui non concordo affatto, desidero sottoporre le mie considerazioni al giudizio ed alla riflessione dei lettori di queste pagine e dei cittadini senaghesi.

Parto da una notizia di stampa apparsa il giorno 8 marzo su di un importante quotidiano a tiratura nazionale e dove si apprende di un incontro a Palazzo Lombardia dei tre Assessori Beccalossi, Granelli e Maran per fare il punto della situazione e al termine, viene rilasciato un comunicato congiunto. 
L’assessore regionale Beccalossi, in quota Fratelli d’Italia afferma: “ si tratta di un percorso molto complesso, ma finalizzato ad analizzare nel dettaglio tutti i progetti, con le massime garanzie possibili, nella piena trasparenza e garantendo la possibilità di partecipazione di tutti i cittadini”… Ad essere buono ritengo queste affermazioni irriguardose e al limite della presa in giro di tutti quei cittadini che in questi anni si sono battuti contro il progetto dell’AIPO e che hanno visto sistematicamente rigettate tutte le osservazioni e le relazioni con proposte alternative, altroché partecipazione!
Gli assessori al comune di Milano Granelli e Maran, entrambi in quota PD invece affermano: “Abbiamo condiviso negli anni con Governo e Regione che il piano di vasche è la soluzione più efficace per risolvere un problema che esiste da 40 anni, per questo insieme abbiamo stanziato tutte le risorse necessarie per attuarlo. Ora andiamo avanti con convinzione e con l’obiettivo di rispettare le tempistiche”. 
Devo dare atto ai due di aver pronunciato delle parole molto chiare e prive di dubbi interpretativi, almeno per chi ha nozioni elementari della lingua italiana. Finalmente si è certificata la volontà politica di chi ha sponsorizzato e portato avanti con forza questo progetto: Governo, Regione Lombardia e Comune di Milano, fine delle trasmissioni!

Altro punto dolente è stato la lettura di un testo pubblicato sul sito www.fiumisicuri.regione.lombardia.it
E’ apparso subito evidente, nel gioco concordato delle domande e delle risposte, il tentativo di giustificare e sostenere il progetto delle vasche di laminazione a Senago e non volendo liquidare sommariamente la questione, ribadendo per questa pagina lo stesso giudizio espresso nei confronti dell’assessore Beccalossi, riprendo alcuni passaggi, ampliando alcuni giudizi, condivisi in toto , espressi in altro articolo pubblicato su questo Blog a firma di Giovanni Cortese.

Alla domanda: Perché non si interviene riducendo gli scarichi urbani nel Seveso? 
La Regione risponde: “ridurre gli scarichi è fondamentale per limitare il rischio idraulico nelle città, ma non è sufficiente poiché limitare gli scarichi non consente di ridurre in maniera apprezzabile il volume d’acqua nel fiume e, di conseguenza, non riduce in modo sostanziale il volume di laminazione necessario per evitare le esondazioni. E’ sicuramente un contributo importante per la qualità del corso d’acqua, che però non porta sostanziali benefici rispetto al problema delle esondazioni”

Che risposta geniale! Un abito cucito su misura, adattato abilmente a coprire le mutande sporche, un mix di verità, mezze verità e ovvietà per portare a conclusioni che non hanno niente a che vedere con la soluzione del problema. 
Limitare gli scarichi, potrebbe non consentire la riduzione in maniera apprezzabile il volume d’acqua nel fiume, ma certamente ne migliorerebbe la qualità ed è qui il nocciolo del problema e che non si vuole capire ed affrontare. 

Il Fiume Seveso è il terzo fiume più inquinato d’Europa, gravemente malato da anni e mai nulla si è fatto per sanarlo. La situazione è talmente grave che la Commissione Europea ha richiamato e messo sotto osservazione numerosi comuni rivieraschi che riversano gli scarichi delle proprie fogne nel fiume. E non parliamo poi degli scarichi abusivi la maggior parte dei quali industriali. 
Il dato reale è che la condizione delle acque del fiume Seveso è talmente compromessa da essere stata catalogata come “pessima” (livello 5, il massimo possibile) dall’ARPA. 
Del resto basta andarsi a leggere le cronache successive alle esondazioni del fiume a Niguarda e dove vengono riportate situazioni di “laghi di fetida acqua nera e inquinata”. 
Tutto ciò permette di ribattere anche ad altre due affermazioni presenti sul sito regionale. 
La prima riguardante le analisi svolte e che non hanno rilevato elementi di tossicità relativamente né alle acque ne ai sedimenti trasportati dal Seveso. 
La seconda si riferisce alla domanda sul perché non aumentare la portata del canale scolmatore (CSNO). Semplicissimo, perché l’Ente “Parco del Ticino” NON vuole assolutamente che le acque così inquinate arrivino in quantità tale da rischiare di alterare i parametri chimico-fisici di lunghi tratti del loro fiume. 
Che non ci prendano in giro, le vasche di laminazione di Senago servono a tutto, tranne che a mettere in sicurezza la zona nord di Milano dal rischio di esondazioni!.

A tutti questi politicanti diciamo: continuate nelle vostre menzogne, così sul naso troveranno posto nidi di cicogne!

Rinnovamento Democratico per Senago
Senago 8 aprile 2016


Ecco il documento sulle vasche di laminazione a Senago presentato al forum dei cittadini del 7 aprile 2016

campione carotaggio per le vasche di laminazione


A nome dei Comitati “ No Vasche e Tutela del Territorio”, “ Senago Sostenibile” e dell’Associazione Rinnovamento Democratico per Senago” sottoponiamo il presente documento all’attenzione della cittadinanza e dell’Amministrazione Comunale, chiedendo ai cittadini presenti di esprimere o meno il loro assenso alla richiesta formulata.
I suddetti Comitati ed Associazione

CONSIDERATA
l’arroganza finora dimostrata da AIPO, Regione Lombardia, Comune di Milano nel volere realizzare ad ogni costo le vasche così dette di laminazione , contro la volontà della popolazione Senaghese, contro ogni ragionevole ragionevolezza

TENUTO CONTO
che ancora non si sono espressi:
- la Corte dei Conti a fronte degli esposti presentati dal Comune di Senago e dai Comitati in contesto;
- il TAR di Milano a fronte di un esposto presentato dal Comune di Bollate;
- il “Tribunale Superiore delle acque” che ha recepito la documentazione e dovrà emettere sentenza

STANTE
- che i Comitati ed Associazione di cui sopra hanno in data 4 marzo 2016 inviato apposito esposto alla Autorità Nazionale Anticorruzione;
- che in data 18 marzo 2016 gli stessi hanno provveduto ad inviare apposita diffida a proseguire i lavori, dopo il ritrovamento dei noti reperti archeologici, ad AIPO, Regione Lombardia, Comune di Milano, nonché per conoscenza a diversi Enti ed Istituzioni , fino a completa definizione dello stato del sito rispetto alla possibile esistenza di ulteriori reperti

RICHIEDONO
(la richiesta viene fatta propria anche da “Vivere Senago”) 
che qualora il Tribunale Superiore delle Acque non dovesse accogliere le giuste richieste dei Senaghesi, l’Amministrazione Comunale inoltrerà denuncia alla Corte Europea per la tutela della salute pubblica.

Firmato da:
Roberto Borghi, Giovanni Cortese, Maria Interdonato, Giuseppe Sofo