sabato 12 novembre 2016
venerdì 4 novembre 2016
Lista Civica Rinnovamento Democratico per Senago

Rinnovamento
Democratico per Senago.
BONUS CULTURA
Informiamo i cittadini che è stato attivato il Bonus Cultura pari ad € 500,00 a
favore dei soggetti che compiono 18 anni nel 2016, utilizzabili per fini
culturali. Per poter usufruire del Bonus di cui sopra, gli interessati devono registrarsi
sulla piattaforma informatica dedicata (www.18app.italia.it)entro entro il 31/1/2017.
lunedì 31 ottobre 2016
VASCHE DI SENAGO
VASCHE DI SENAGO
Lettera aperta via E-Mail all’Assessore
Viviana Becalossi e diffusa alle
testate giornalistiche
Alcuni giorni fa è comparsa sul
quotidiano “ Il Giorno” una intervista
all’Assessore Viviana Becalossi riguardante lo stato dell’arte relativo alla
realizzazione delle vasche di laminazione (meglio decantazione) a Senago.Con estrema baldanza ha comunicato che sono iniziati i lavori per la realizzazione di dette vasche.
Bene! La mattina del 28 ottobre Aipo ha proceduto alla consegna delle aree alle Imprese appaltatrici ( una ATI), con la esposizione di 2 macchinari operatrici ed alcuni camion. A mezzogiorno tutto è finito. Operai e macchinari sono andati via, è rimasta la sola baracc
All’assessore Becalossi diciamo che quando si è intervistati bisogna rappresentare oggettivamente lo stato delle cose, ancora di più se si ricoprono cariche Istituzionali.
Nella citata intervista viene asserito:
-
che è stato ampliato il Canale Scolmatore di Nord Ovest,
e NON E’ VERO, basta fare un piccolo sopralluogo per costatarne la realtà. I
lavori non sono ancora iniziati, e pare che saranno i primi a cominciare da
parte dell’ATI;
-
che con la realizzazione delle vasche di Senago e
l’allargamento del citato canale Milano
è salvata. NON E’ VERO, e lo asserisce
le stessa successivamente dichiarando
che su 17 esondazioni 9 non avrebbero recato danni a Milano.
Sarebbe meglio se non si
facessero asserzioni contrastanti tra di loro!
L’Assessore dovrebbe
spiegare come possano le vasche di
Senago, la cui capienza è di 810.000 mc., trattenere i picchi di piena indicati
da AIPO in 4.400.000 di mc. di acquVi sarebbero tante altre considerazioni da fare, ma sarebbe meglio discuterne con esponenti documentati.
Il Comitato “ No Vasche e Tutela del Territorio” - Giovanni Cortese
Comitato “ Senago Sostenibile” - Mauro Lodi
L’Associazione Rinnovamento Democratico per Senago - Maria Interdonato
Lista Civica Vivere Senago.
giovedì 22 settembre 2016
INFORMAZIONE AI CITTADINI SUL PROJET FINANCING DEL CIMITERO
L’Amministrazione Comunale, con delibera
della Giunta, ha dato il via alle
procedure riguardanti l’intervento al locale cimitero.
Premesso che il tipo di intervento è
previsto dalla vigenti norme, la modalità procedurale, nella fattispecie, per
l’approccio al citato intervento presenta alcuni lati non condivisibili e che
meritano essere evidenziati, discussi e modificati. Tali aspetti di seguito
vengono rappresentati:
1 – l’entità dell’ampliamento va
correlato con le significative modifiche di trattamento delle salme. Sono in
aumento sensibile le cremazioni in questi ultimi anni, per cui è questo un elemento
da tenere presente per il dimensionamento dell’intervento. I dati visionati
fino ad ora non contengono quelli del
2014 e 2015. E’ una svista o qualcos’altro?
2 – il prospetto di raffronto presentato
dall’Amministrazione Comunale è parziale, e non riporta tutte le operazioni
previste dalla bozza di convenzione. Il che potrebbe volere dire che le
operazioni non raffrontate saranno sicuramente
più costose per i cittadini. Per cui quanto divulgato dalla A.C. è relativamente attendibile.
3 – E’ bene che si sappia che i
cittadini non potranno effettuare alcun intervento direttamente, ma solo tramite
la società, e quindi certamente più costoso;
4 – la bozza di convenzione va
modificata per garantire l’Amministrazione Comunale, e con essa i cittadini,
prevedendo una fidejussione sicura (il
centro sportivo è un esempio negativo) bancaria o se assicurativa con la
dizione “contratto autonomo di garanzia”.
In tale modo l’Amministrazione
Comunale potrebbe escutere somme direttamente dalla polizza in caso di
inadempienze;
5 – l’intervento riguarda opere
pubbliche, per cui l’affidamento dell’intervento è soggetto alle procedure di
cui al D.Lgs. 50/2016;
6 – la durata contrattuale viene fissata
in 15 anni più 2 di possibile proroga.
La preventivazione economica dell’intervento per la quale è stata presentata
validità attestata dal Commercialista
del proponente , si base su dati soggetti a variazione. Nella fattispecie, dato che il mercato degli appalti è certamente in
diminuzione, per un corretto rapporto
reciproco, oltre ai contratti di appalto devono essere presentate copie delle
fatture dei lavori. Talchè sia possibile ritarare alcuni parametri. Ciò a
garanzia di entrambi i contraenti;
7 -
con l’attivazione della convenzione
in contesto praticamente il privato gestirà totalmente il cimitero,
senza che venga fissato un report periodico per la valutazione dello stato
dell’arte sia durante la costruzione che
durante la gestione, in modo che il
Responsabile Unico del Procedimento(RUP) di parte Comunale possa attivare le necessarie
misure;
8 – Con l’avvio della nuova gestione del
cimitero verranno a mancare le entrate provenienti dallo stesso, per cui il
Comune nei prossimi anni dovrà indebitarsi ulteriormente.
“Rinnovamento Democratico per Senago”
lunedì 18 luglio 2016
" SECONDA PARTE "
Seconda parte
Questa sul Referendum è la battaglia di
tutte le battaglie, quella finale. Infatti, vedo nelle riforme imposte da Renzi
a colpi di maggioranza, almeno due pericoli in particolare: il forte e
prevedibile rischio della tenuta del sistema
democratico e quello dello squilibrio
istituzionale.
Sul primo rischio del sistema
democratico ho cominciato a parlarne nell’articolo precedente ma siccome è un
punto a cui tengo molto vorrei sottolineare altre questioni per poi terminare
con l’altro aspetto. La riforma “Renzi-Boschi” attacca frontalmente il principio della sovranità popolare, principio che tutela i nostri diritti sostanziali e il nostro
benessere sociale. La democrazia significa anche pane per tutti perché quando
il popolo sovrano controlla i governanti, episodi così disastrosi come la
carestia non possono verificarsi. E’ del
tutto evidente che quando sono in pochi a decidere, decideranno nell’interesse
dei pochi, quando sono in molti a partecipare alla decisione, decideranno
nell’interesse dei più. Per questo l’articolo
1 della Costituzione enuncia il principio
fondamentale per il quale “la sovranità appartiene al popolo”.
I numeri sono numeri e non
chiacchiere da Bar dello sport, la
legge elettorale garantisce che circa il 60 – 70 % degli eletti in Parlamento
sia indicato direttamente dai segretari di partito ( con la norma dei capolista
bloccati, e cioè dando la possibilità di predeterminare di fatto i parlamentari
che saranno eletti). Anche i bambini delle elementari sanno che il 60% è la
maggioranza assoluta di ogni singolo gruppo parlamentare, in questo modo, tre o
quattro segretari di partito possono dirigere l’intero gruppo parlamentare.
Costoro pertanto, ancor più in mancanza di una legge sulla democrazia interna
dei partiti da sempre annunciata e mai attuata, potranno designare la
maggioranza dei parlamentari e di fatto gestirli a loro piacimento con lo
spauracchio, o minaccia se volete, di non ricandidarli la volta successiva. Con
il premio di maggioranza proposto nella riforma, nemmeno è necessario il
sostegno popolare più ampio per poter governare il Paese, così, in forza di
quanto proposto è una minoranza della popolazione a determinare il destino di
tutti. Ed è il Segretario del partito vincente (e solo lui) a determinare a sua
volta la maggioranza assoluta dei rappresentanti del popolo. Per dirla con le
stesse parole del giurista Stefano Rodotà, passeremo da “una democrazia rappresentativa
ad una investitura con logica ipermaggioritaria, seguita dal dominio del
governo sul Parlamento”. “ Se una
Camera fosse effettivamente rappresentativa e garantisse l’equilibrio, allora
anche una riduzione del Senato ad una funzione simbolica o addirittura ad una
sua cancellazione potrebbe non avere effetti dirompenti sul sistema” ma
in questo caso si va in senso
diametralmente opposto. Per rafforzare la funzione di garanzie – prosegue il
giurista – occorre “ permettere al Senato di dare parere vincolante sul bilancio, sui
conflitti d’interesse, sulla convalida delle elezioni, le commissioni
d’inchiesta e le nomine” . Io mi sento di aggiungere che questa riforma toglie sovranità al popolo che non potrà
scegliere i futuri Senatori (eletti in modo indiretto dai Consigli Regionali e
tra i rappresentanti dei Sindaci) che
saranno decisivi, anche per la futura ratifica dei trattati europei ed avranno una pesante incidenza
sull’elezione del Presidente della Repubblica. E’ una legge che non prevede “contrappesi e poteri di controllo” di una
auspicabile Repubblica Presidenziale, che non stabilisce il principio di
“equità generazionale”, non prevede delle norme “antiribaltone”, non
riforma la Corte Costituzionale, non attua il
federalismo fiscale e il potere di nomina e di revoca dei ministri da parte del
Presidente del Consiglio.
Uno degli argomenti portati
avanti dai sostenitori della “Renzi-
Boschi” è il risparmio dei costi della politica, ma non è proprio così. I
risparmi sono minimali e si possono quantificare solo nell’abbattimento del costo dei locali per le attività dei
Senatori eletti, ben poca cosa di fronte all’enorme sperpero di denaro della
politica. Perché non si è pensato di proporre un consistente taglio allo
stipendio dei parlamentari e delle loro agevolazioni? Qualcuno ci deve spiegare
perché a fronte di uno stipendio già cospicuo , i nostri parlamentari, debbano
poi prendere anche un gettone di presenza molto remunerativo per ogni commissione parlamentare a cui
partecipano ( su base mensile si va da un minimo di 2500 € ad un massimo di
6.200 €) , per non parlare poi di una lunga serie di benefit e agevolazioni di
cui godono questi Signori e le loro famiglie, solo perchè apparentati ad essi
(spese per mantenimento ai figli nelle scuole private e prestigiose italiane e
no, spese funerarie del parente anche meno prossimo ect.ect.).
Renzi ha affermato che: “se vince
il NO al Referendum, nel 2017
entreremo in recessione con il calo del 4% del PIL e perderemo 600.000 posti di
lavoro” . Il Ministro Boschi ha affermato che se vince il NO si bloccherà il rinnovamento del Paese, si sono dimenticati di
aggiungere: fame, vacche magre, invasioni di locuste, desertificazione e lo
scudetto per altri 10 anni di fila alla
Juventus.
Cari Signori, a voi rispondo che: questa è una
riforma mal scritta, brutta, che nasce da un Parlamento
Illegittimo, come stabilito dalla Corte Costituzionale, figlia del terzo
Presidente del Consiglio consecutivo non eletto dagli italiani ma nominato dal
Presidente della Repubblica, il Senatore
a vita Giorgio Napolitano, ma la Democrazia NON ha prezzo e non può subire
ricatti ed è per questo che al Referendum io voterò NO!!!!
A.R.
Antonio Baldassarre – Giurista, Presidente emerito della Corte
costituzionale
Gustavo Zagrebelsky – Giurista, Giudice Istituzionale, ex Presidente della
Corte costituzionale
Stefano Rodotà – Giurista , politico e accademico
Giorgio Lo Feudo – Avvocato, Giornalista
Caterina Minutolo – Professoressa di Diritto
Giuseppe Valditara – Giurista, Professore ordinario di Diritto privato
romano
giovedì 14 luglio 2016
REFERENDUM ECCO PERCHE' VOTO NO
Referendum, ecco perché voterò no! (parte prima)
Giusto il tempo per i segretari dei partiti politici di metabolizzare le recenti elezioni amministrative con una provvidenziale vacanza estiva che, al rientro nelle città e nella ripresa dell’attività politica di fine agosto, gli italiani saranno impegnati nella decisione epocale di dare un significato all’imminente Referendum costituzionale di ottobre. La materia è di quello tosta e i supporter delle due fazioni , emuli delle italiche storie dei Montecchi e Capuleti, dei Guelfi e dei Ghibellini sono già scesi in campo con argomenti a favore del SI e del NO. A dire il vero la propaganda, ma soprattutto la contropropaganda, è già cominciata da qualche mese, il tentativo è quello di creare confusione negli italiani tirando in ballo argomenti pretestuosi e insipienti che nulla hanno a che vedere con la reale portata della nuova legge che andremo ad approvare o meno. Per quanto compete alle mie modeste capacità intellettive e appeal politico nella comunità senaghese, provo a cimentarmi nell’analisi del testo e nell’esprimere il mio parere finale con la speranza che tutto ciò che andrò a scrivere da qui in poi possa essere di aiuto per i nostri concittadini, almeno quelli che sanno leggere e scrivere.
La Riforma Costituzionale targata Firenze, del duo dei presunti rinnovatori Renzi-Boschi, viene presentata e proposta dai promotori come la grande “svolta” capace di ridurre i costi e i tempi di approvazione da parte del Parlamento delle nuove leggi e/o provvedimenti. Tuttavia, costoro, uniti ai sostenitori del SI, non entrano mai nel merito di tale legge ed evitano accuratamente di illustrarne la reale struttura normativa la quale, in moltissimi punti, penalizza fortemente i cittadini e la democrazia. Grazie alla lettura di numerosi articoli proposti dai affermati Giuristi, Costituzionalisti e Professori Universitari, anche se non senza difficoltà, mi hanno permesso di trovare gli strumenti e il metodo di analisi del testo di riforma.
La chiave di lettura è di avvalersi di due documenti fondamentali: la sentenza della Corte Costituzionale n°1/2014 e il testo della nuova legge elettorale denominata Italicum. Grazie a tali supporti si riesce a comprendere, da un lato la volontà politica di vanificare il magnifico contenuto della predetta sentenza, dall’altro la portata dirompente per la democrazia e per i cittadini-elettori dell’interazione tra l’Italicum e la Riforma. Ciò premesso, vengo a segnalare due gravi offese che quest’ultima produce a discapito della sentenza n°1/2014 con l’impegno di affrontare altri argomenti, sempre importanti, in un successivo articolo.
La sentenza sopra citata ha avuto l’importanza di sancire due principi fondamentali, il primo l’incostituzionalità del Porcellum i cui contenuti, purtroppo, risultano reiterati nell’Italicum: capilista bloccati, candidature multiple, inesistenza della soglia minima al ballottaggio ed altro.. sia (e di questo si legge davvero poco) dall’aver attribuito , a ogni cittadino, la possibilità di invocare in via incidentale, la Corte Costituzionale , affinché si esprima sull’eventuale illegittimità delle leggi elettorali. Sicuramente in pochi sanno che prima di tale sentenza il giudizio su tale tipologia di legge spettava esclusivamente al Parlamento laddove l’art. 66 della Costituzione gli assegnava, e ancora oggi gli assegna, una sorte di “giurisdizione riservata” in materia di elezione di deputati e senatori. Il deliberato della Corte Costituzionale n° 1/2014 attenua tale riserva, ha stabilito infatti, che non esistono zone franche di insindacabilità costituzionale poiché tutte le leggi, comprese quelle elettorali devono poter subire il controllo di legittimità anche su iniziativa di un singolo cittadino. In parole povere e sottolineo l’importante elemento di democrazia, la sentenza n°1/2014 ha messo chiunque nelle condizioni di rilevare un elemento di illegittimità nelle leggi elettorali e chiedere ad un giudice di inoltrarlo o meno alla Corte Costituzionale.
Il Duo Renzi-Boschi, , ha pensato bene di osteggiare tale principio sancito, introducendo nella riforma una norma, scopiazzata dal sistema francese, in cui si enuncia la facoltà del Parlamento di richiedere alla Corte una sentenza (non un parere ) di legittimità costituzionale della legge elettorale prima della sua promulgazione . Sono evidenti gli sgarbi istituzionali provocati da questa scelta innovativa e gli esperti della materia ne sottolineano alcuni, per difficoltà e pesantezza degli argomenti ne cito soltanto alcuni: 1) si mortifica il potere del capo dello Stato di rinviare alle Camere l’eventuale legge ritenuta scorretta, perché ciò sconfesserebbe il pronunciamento preventivo della Corte: sarebbe assai strano di decidere di non firmare una legge di fatto già approvata dalla Consulta; 2) si introduce uno strumento giurisdizionale , appunto la sentenza della Corte, in un percorso ancora tutto politico, quale è quello di formazione parlamentare di una futura norma , realizzando così il caso unicum in cui, un progetto di legge non ancora promulgato e quindi ancora “atto politico”, venga preventivamente sindacato con una sentenza, ossia con qualcosa che non appartiene all’almanacco del potere legislativo ma a quello giudiziario; 3) si snatura ogni portata di valenza sociale di ogni norma di legge la quale, al pari delle parole che quotidianamente utilizziamo per comunicare, può essere considerato un organismo di natura vivente che assorbe e rilascia effetti, talvolta imprevedibili, solo a seguito della sua entrata in funzione. E’ chiaro a tutti che questo vale anche per le leggi elettorali le quali, una volta in vigore , possono registrare modifiche ed effetti pratici, deleteri, vedi “Porcellum” invisibili prima dell’approvazione. In parole povere cosa significa tutto questo? Semplicemente che ai cittadini, ai quali la sentenza n°1/2014 aveva confermato la possibilità di intervenire per segnalare le eventuali, ciò che ritiene storture della legge elettorale, non potrà più farlo perché il giudizio in anticipo, voluto dalla riforma Renzi-Boschi elimina l’ipotesi di provocarne un altro in un momento successivo. E’ del tutto evidente, infatti, che la Consulta in presenza di un pronunciamento preventivo favorevole, difficilmente smentirà se stessa emettendo un altro di segno diametralmente opposto.
Ma non è tutto, si è detto all’inizio che le offese dalla predetta sentenza sono almeno due. la prima è stata già enunciato, la seconda invece attiene all’inosservanza da parte della nuova legge di riforma, della conclamata incostituzionalità dell’elezione indiretta dei rappresentanti del popolo. La n°1/2014 lo ribadisce con argomenti forti e con dovizia di particolari, nel momento in cui precisa: “che il suffragio per l’elezione dei deputati e dei senatori è diretto (art. 56 e 58) che il voto è personale e libero (art. 48) che si riconosce al popolo il diritto alla scelta del corpo legislativo. Tutto questo , purtroppo, almeno per quanto riguarda l’elezione del “nuovo Senato”, viene spazzato via in un solo secondo difatti, i nuovi senatori, si auto- sceglieranno fra coloro che in quel momento occuperanno gli scranni di consiglieri regionali o Sindaco. Tutto ciò avverrà senza voto di preferenza ma attraverso il solito insopportabile e consolidato malcostume sistema delle liste bloccate il quale, ovviamente, non ha nulla a che vedere con la tanto acclamata “… conformità alle scelte espresse dagli elettori…”
E infine, visto che noi cittadini-elettori non avremo nessuna voce in capitolo, chiediamoci: con quali criteri selettivi verranno messi in lista-bloccata i fortunati neosenatori? Personalmente non vorrei ritrovarmi qualche personaggio attenzionato dalla magistratura il quale, senza rappresentare la nazione e forte di una proclamazione da parte dei governatori delle Regioni, potrà godere di una comodissima , provvidenziale e vergognosa immunità parlamentare.
Fine prima parte.
venerdì 1 luglio 2016
LA RISPOSTA DEI " POTERI FORTI "
OSSERVAZIONI ALLA
SENTENZA DEL TRIBUNALE SUPERIORE DELLE ACQUE
Ho preso atto della
sentenza del Tribunale Superiore delle Acque n.193/2016.
Al riguardo dopo averla riletta non ho potuto che concludere
che i poteri forti sono determinanti.
Le sentenze si accettano e si rispettano, ma nella
fattispecie non può esserci rispetto, anzi
va certamente criticata , vista la maniera e la sostanza delle
argomentazioni addotte dal Collegio Giudicante per motivare una sentenza che ritengo sia stata definita e poi giustificata.
In ordine al punto 11 della sentenza, ed a seguire il punto
12, si dichiara, con una pregevole
esibizione di trapezista, che la
VIA
“… implica una complessa approfondita analisi comparativa
tesa a valutare il sacrificio ambientale imposto rispetto all’utilità
socio-economica ….”. In effetti è un giro di parole per dire che siccome le
vasche di Senago interessano Milano, anche se ormai è acclarato che non
risolvono il problema esondazione, non interessa a nessuno la salute del
cittadini di Senago, Bollate e a seguire Novate e Baranzate, perché anche per
questi il rischio inquinamento è più di
un rischio. Viene poi anche scritto che la VIA “… è espressione di una ampia discrezionalità
amministrativa, che si esprime attraverso un complesso giudizio amministrativo
di bilanciamento della molteplicità di interessi…..”
Evviva! Siamo arrivati: la salute dei cittadini di Senago e
dei sopracitati comuni, che non dovrebbe avere prezzo, la barattiamo con
interessi di altri1. BRAVI!
Conclusione: “la
VIA non è affetta da vizi tali da rilevarne la palese
illogicità o irragionevolezza”.
Quindi con le sole considerazioni
del Collegio Giudicante si esprime una sentenza.
E’ ridicolo ed un giurista dovrebbe esprimersi con elementi concreti lasciando
a casa le proprie considerazioni.
Al punto 13 salta fuori la discrezionalità del procedimento
in esame nella scelta delle alternative. E il territorio? Ma il dolce è dato dal 2° capoverso del punto
di che trattasi, allorchè viene coinvolto il Comune che “in conferenza dei Servizi, ha espresso
una proposta alternativa che, in ogni caso, prevede la realizzazione di una
vasca di laminazione, seppure di dimensioni ridotte di un quarto rispetto al
volume della VIA”. L’Amministrazione comunale con uno spirito di sussidiarietà
penso che abbia voluto dimostrare la volontà di contribuire alla soluzione del
problema di Milano, peccato che è stata interpretata
come una accettazione
delle vasche. A questi personaggi (AIPO e C.) non bisogna lasciare
spazio alcuno, come ho sempre sostenuto.
All’ultimo capoverso del medesimo punto 13 viene
scritto “….. le analisi condotte dimostrano la non pericolosità dei
sedimenti …..”. Credo che ci voglia una bella faccia tosta.
Se le acque del Seveso non producessero
sedimenti pericolosi perché non si inviano le stesse al Ticino risparmiando
oltre 125 mln di Euro ? Perché si parla di “specifiche prescrizioni “ o una
“specifica caratterizzazione qualitativa a seguito degli eventi di piena”? Il
discorso al riguardo è il nulla nel nulla.
Al punto 14 - Viene inopinatamente affermato che “ nella relazione istruttoria gli aspetti
paesaggistici e naturalistici siano stati adeguatamente valutati”e poi si
definisce il sito privo di alcun interesse flora-faunistico. Ma allora perché è
nel parco delle Groane?
Al punto 16 – Con una superficialità mastodontica si relega
l’argomento acque ad un qualcosa di insignificante. E’ evidente
che il Collegio non ha voluto capire il problema ed ha preferito glissare, o
meglio ha preferito non affrontare il problema per continuare a giustificare il
non accoglimento delle istanze del Comune. E’ semplicemente vergognoso.
Il punto 17 – Attiene
alle linee guida per la componente salute pubblica degli Sia e quelle per
l’autorizzazione delle emissioni gassose delle attività ad impatto odorigeno
(DGR n. 1266/14 e DGR 3018/12 ) , il Collegio Giudicante rinvia la valutazione
alla commissione tecnica regionale, che con le prescrizioni avrebbe risolto il
problema. Premesso che alle
prescrizioni non è stato ottemperato, non è certo che la valutazione della
commissione sia la realtà della
situazione a vasche realizzate. Tanto a loro importa poco se i Senaghesi
avranno problemi di salute o condizioni di vita degradate.
Punto19 – Tratta il piano di utilizzo del materiale scavato.
Nella dichiarazione di infondatezza il Collegio
fa un triplo salto mortale: “il decreto si applica solo alle terre e
rocce da scavo che provengono da attività o opere soggette a VIA..” ed aggiunge che l’opera in esame non è
soggetta a VIA. Ma se non era necessaria, cosa che non è, perché è stata fatta?
E’ veramente ridicolo. Come è ridicolo, ma c’è da piangere, la distinzione
dello scavo per una cava da quello per le vasche che sono 17 ettari di scavo (
1.400.000 mc di materiale)!
A questo punto
ritengo che come Gruppo di Lavoro, se condiviso, vengano poste in essere tutte le azioni
possibili per contrastare la realizzazione in contesto, sperando che vi
sia qualche Istituzione in grado di
valutare e deliberare serenamente al di sopra delle parti , nel rispetto dei
cittadini e della loro salute, non ultimo l’avvio dell’azione presso la Corte
Europea.
Penso anche che dovremo attrezzarci per mitigare gli effetti
derivanti dalla costruzione delle vasche, e ove possibile per ritardarne la
realizzazione, anche in maniera che si possa verificare se il piano verrà
realizzato integralmente. Confido
intanto anche nell’azione attivata con l’ANAC. Non si sa mai:
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